Missione

In questa prima fase della sua costituzione l’associazione si propone di creare un “centro” in cui mettere in atto la metodologia Esagramma, Metodo creato ed applicato da oltre trent’anni, oltre che riconosciuto in tutto il mondo, specificatamente elaborata per chi è tipicamente ostacolato nella sfera di sé e dell’altro, consentendo l’integrazione e lo sviluppo di componenti psichiche, mentali ed affettive attraverso l’esperienza musicale.

L’indiscutibile serietà personale e professionale dei membri dell’associazione e la validità del progetto trovano sin da principio l’adesione di chiunque ne venga solo a conoscenza. Motivo per il quale la filosofia che l’associazione intende perseguire si può riassumere nel concetto in cui più è grave il disagio di integrazione sociale e culturale, maggiore deve essere la qualità professionale e umana del contesto di riabilitazione.

 

La Musico Terapia Orchestrale

Premessa sugli effetti della musica

Sino a pochissimo tempo fa, nessuno aveva studiato la possibilità di modificare delle abilità cognitive generali con un’attività educativa come la musica. Alcuni studi svolti da S. Moreno e G. Shellenberg della York University di Toronto hanno sperimentato l’influenza dell’esercizio musicale sulla mente, dimostrando che lo studio della musica ha l’effetto di migliorare le prestazioni intellettive, nonostante il quoziente di intelligenza sia relativamente stabile nel corso della vita. È stato dimostrato che la musica contribuisce a sviluppare le funzioni esecutive come la pianificazione delle azioni, la risoluzione dei problemi, l’attenzione selettiva, la concentrazione, la memorizzazione e il controllo dell’impulsività, tutte abilità che si possono migliorare con l’esercizio, rendendo il cervello più veloce, preciso ed efficiente. Altri studi, inoltre, hanno confermato che la musica aiuta a strutturare il pensiero e il lavoro nell’apprendimento delle abilità linguistiche, matematiche e spaziali, così come si è stabilito che l’intelligenza musicale influisca sullo sviluppo emotivo, spirituale e culturale più di altre intelligenze. A prescindere dai gusti, quindi, ascoltare e suonare della buona musica aiuta a diventare migliori, capaci di sviluppare una sensibilità particolare nei rapporti con sé stessi e gli altri e di interpretare il proprio ruolo all’interno di un gruppo, contribuendo alla definizione della propria personalità.

 

La Musica e il Metodo Esagramma

Il nuovo “Centro” dell’associazione Note a Margine intende proprio offrire occasioni di sviluppo in tutte queste direzioni, partendo dal presupposto antropologico che la musicalità sia uno schema comportamentale universale costitutivo della personalità, poiché ogni uomo ne possiede una per eredità genetica: la musica diviene per questo motivo cardine di fondamentale importanza per le sue possibili applicazioni in ambito terapeutico. In effetti mostrare che la comprensione della musica utilizza funzioni e aree cerebrali necessarie per compiti non musicali, crea la possibilità di recuperare delle funzioni deficitarie attraverso una riabilitazione musicale mirata. La musica è quindi un canale privilegiato nel veicolare le emozioni, in maniera efficace e semplice allo stesso tempo, un mezzo di comunicazione, una impareggiabile chiave capace di aprire uno spiraglio nella psiche di quei soggetti che vivono, a causa di varie patologie, in un mondo “altro”, uno strumento riabilitativo di superiore valore rispetto alla riabilitazione motoria standard. I soggetti con disabilità hanno infatti numerose difficoltà, ma che, stimolando e sfruttando quell’innata attitudine musicale che ciascun individuo possiede sin dalla nascita, possono essere alleviate se non addirittura sconfitte, poiché grazie alla musica è possibile raggiungere quella parte nascosta della loro intimità che impedisce l’interazione della sfera cognitiva. Queste sono certamente delle buone ragioni, seppure non le uniche, per affermare che la musica possa essere utilizzata in ambito terapeutico in diversi casi: disturbi dell’apprendimento, disturbi attentivi, disturbi del linguaggio, disturbi del comportamento sociale e alcune forme di patologia psichica e fisica, ecc. Gli individui con disabilità hanno bisogno di “compensare” determinati deficit, soprattutto relazionali, e la musica, e in particolare il lavoro orchestrale, risulta adeguato allo scopo. L’orchestra è gruppo e valore del singolo all’interno del gruppo, è abilità senso-motoria, è gesto, è risonanza soggettiva e intersoggettiva. Il risultato finale del lavoro orchestrale, la musica, può essere apprezzabile solo se all’interno del gruppo esiste coesione e collaborazione: ecco, dunque, perché il fine principale, che poi è anche mezzo, del metodo è quello di raggiungere la parte affettiva del diversamente abile (o dell’individuo in condizione di disagio) e, su questa, lavorare perché imparino a relazionarsi con gli altri. I membri delle orchestre acquisiscono sicurezza e fiducia in sé stessi, la disciplina, la pazienza, la perseveranza, la solidarietà, l’impegno e la responsabilità, riconoscono il valore dello sforzo personale per il raggiungimento degli obiettivi proposti e l’importanza del contributo individuale per il successo collettivo. Attraverso la musica riescono così a sviluppare, progressivamente, un autocontrollo emotivo e relazionale e dimostrano un sempre crescente interesse sia per il lavoro orchestra che per la musica in generale, ottenendo così benefici sotto ogni profilo: formazione della persona, risveglio della mente, sviluppo della sensibilità e della capacità di comunicazione. In sintesi l’impatto e la rilevanza sociale del Progetto si evidenzia principalmente in tre sfere: quella personale, quella familiare e quella comunitaria.